Sambughetti-Campanito

RISERVA NATURALE ORIENTATA (RNO), SITO DI INTERESSE COMUNITARIO (SIC)
Ricadente nel territorio dei comuni di Cerami e Nicosia, è stata istituita con decreto del 2000.
L’area è ricompresa quasi interamente nelle parti sommitali delle pendici dei monti Sambughetti (1559 m s.l.m.) e Campanito (1512 m s.l.m.); quest’ultimo spicca per la sua guglia quarzarenitica.

FLORA
L’area naturalistica di maggiore interesse è la faggeta, che si estende sulla parte alta (dai 1350 ai 1400 m s.l.m.) del monte Sambughetti; è un luogo molto suggestivo e a causa dell’umidità i tronchi e i rami sono ricoperti di muschi e licheni.
Il Bosco di Faggio (Fagus sylvatica) è generalmente molto fitto e ombroso e la poca luce rende rara la fioritura del sottobosco. Le specie più presenti, comunque, sono il Ciclamino primaverile (Cyclamen Hederifolium) e il Pepe di montagna (Daphne laureola), un arbusto sempreverde con drupe nere simili al pepe ma velenose.
Scendendo a quote più basse il faggio cede il posto ad altre specie, in particolare al Cerro (Quercus cerris) e alla Roverella (Quercus virgiliana), all’Acero campestre (Acer campestre) e a pochi esemplari di Castagno (Castanea sativa).
Il sottobosco è composto dalla Rosa selvatica comune (Rosa canina), da Rovi (Rubus ulmifolius), dall’Agrifoglio (Ilex aquifolium), dalla Salsapariglia (Smilax aspera), dal Prugnolo (Prunus spinosa) e dal Biancospino (Crataegus monogyna).
Sul monte Coniglio si estende un bosco di sclerofille in cui prospera la Sughera (Quercus suber) e qualche esemplare di Leccio (Quercus ilex). Nel sottobosco si trovano anche il Citisio (Cytisus villosus), la Rosa selvatica (Rosa sempervirens), il Pungitopo (Ruscus aculeatus), lo Sparzio villoso (Callicotome villosa) e l’Euforbia cespugliosa (Euphorbia characias).
Tutt’intorno si estende una vasta zona di pascolo caratterizzata da una graminacea dall’inflorescenza a doppia spiga, chiamata Covetta dei prati (Cynosurus cristatus).
L’altra area di maggiore interesse paesaggistico e naturalistico è quella dei laghetti del Campanito, dominati dalla rocca omonima e situati a oltre 1300 m s.l.m..
Nel complesso possono essere distinti tre tipi vegetazionali principali, abbastanza diversificati sotto il profilo floristico, ecologico, fisionomico e strutturale; si tratta delle comunità vegetali galleggianti, di quelle sommerse e di quelle anfibie.
La vegetazione galleggiante è rappresentata da specie come la Lemna minor e la Lemna trisulca, la vegetazione sommersa presenta una notevole ricchezza floristica sia in rizofite completamente sommerse o parzialmente galleggianti (Myriophyllum verticillatum, Potamogeton natans, Callitriche obtusangola, Ranunculus aquatilis, ecc …) che in specie in parte emerse (Glyceria spicata, ecc …); per ciò che riguarda la vegetazione prettamente anfibia essa si insedia in genere lungo i bordi (Eleocharis palustris, Alisma lanceolatum, Mentha acquatica, Typha latifoglia, ecc …).
Nel lago maggiore abbiamo una vasta zona di vegetazione arborea con la Tamerice (Tamarix gallica) e alcuni esemplari di Salice rosso (Salix purpurea). La zona ripariale è caratterizzata da Pioppi neri (Populus nigra), da Pioppi tremuli (Populus tremula) e dal Salice pedicellato (Salix pedicellata).
I funghi, che hanno rappresentato uno dei motivi della fama della riserva, sono numerosi e variati per specie.
I funghi più visibili sono rappresentati dalla frequentissima Tignosa paglierina (Amanita citrina), commestibile e leggermente tossica se consumata cruda, dalla Lepiota crestata (Lepiota cristata), comune lungo i sentieri, dall’odore sgradevole che la fa escludere dal consumo, dalla Mazza da tamburo (Lepiota procera), autunnale, commestibile e ricercatissima, dal Chiodino (Armillariella mellea), autunnale e commestibile da giovane, dall’Orecchione (Pleurotus ostreatus), commestibile e autunnale ma comune anche in inverno e primavera e dal Prataiolo (Agaricus campester), autunnale ed commestibile.

FAUNA
La fauna è composta da animali che troviamo anche nelle vicine aree dei Nebrodi e dell’Altesina.
Fra i mammiferi sono presenti l’Istrice (Hystris cristata), il più grande roditore dell’isola, il Riccio (Erinaceus europaeus), l’Arvicola di Savi (Microtus savii), il Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), la Lepre (Lepus corsicanus), il Quercino (Eliomys quercinus), il Ghiro (Myoxus glis), la Volpe (Vulpes vulpes), la Donnola (Mustela nivalis) e, ogni tanto, viene segnalata la presenza del Gatto selvatico (Felis silvestris) in diverse zone della faggeta.
Nei cieli delle zone più impervie volano uccelli quali il Nibbio reale (Milvus milvus), il Gheppio (Falco tinnunculus), la Poiana (Buteo buteo) e lo Sparviere (Accipiter nisus).
La faggetta del Bosco della Giumenta è frequentata dalla Beccaccia (Scolopax rusticola), mentre nella Suvarita vola la Capinera (Sylvia atricapilla); sono presenti anche la Ghiandaia (Garrulus glandarius), l’Averla piccola (Lanius collurio), il Corvo imperiale (Corvus corax), la Coturnice (Alectoris graeca), il Piccione selvatico (Columba livia), la Gazza (Pica pica), ecc …
Tra i rettili si possono osservare la Testuggine palustre siciliana (Emys trinacris) e la Lucertola siciliana (Podarcis wagleriana), molto comune in tutto il massiccio montuoso, mentre tra gli anfibi sono presenti la Rana verde minore meridionale (Rana hispanica complex) e il Discoglosso dipinto (Discoglossus pictus pictus).
Tra gli insetti si possono ammirare l’Ortottero (Pezotettix giornae), qualche Coleottero cerambicide dalle lunghe antenne come il Morinus asper asper, l’Imenottero (Diplolepis rosae), responsabile della galla che si forma sulla Rosa selvatica comune, oltre che lepidotteri, come la Processionaria, che con i suoi bruchi villosi e brunastri passano in lunghe processioni da un albero all’altro.

Associazione Culturale Mazí

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