Pietraperzia

Il comune è situato nella parte sud-occidentale della provincia di Enna, al confine con quella di Caltanissetta, alle pendici del monte Aratato, nella valle del fiume Imera Meridionale, tra i comuni di Enna, Piazza Armerina, Barrafranca, Riesi, Caltanissetta e l’isola amministrativa Canalotto Gallitano appartenente al comune di Mazzarino.
“Pietra forata”, secondo la maggior parte degli studiosi, è il significato del nome, probabilmente riconducibile all’espressione francese “Pierre percée”.
L’origine risale all’epoca antica, così come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti e risalenti al Neolitico.
Fu occupata dai greci, poi dai romani e successivamente dai normanni.
Durante la loro dominazione vi fu la costituzione del primo nucleo urbano, quando la giurisdizione del feudo fu esercitata dal conte Ruggero il Normanno.
Nel 1529 l’amministrazione del borgo passò nelle mani della nobile famiglia dei Barresi e poi dei Branciforti, i cui eredi regnarono fino all’abolizione dei diritti feudali.
Il patrimonio artistico comprende testimonianze riferibili alla cultura dei secoli passati, tra le quali meritano specifica menzione: la chiesa Madre, dedicata a Santa Maria, eretta nel ‘300, quasi completamente ricostruita per ben due volte (nel 1500, in forma più grande e poi nel 1790, poiché gravemente danneggiata da un terremoto) al cui interno si conservano pregevoli affreschi, quadri, portali in marmo e il mausoleo di Dorotea Barresi; il castello arabo, modificato dai normanni; la chiesa del Rosario, che presenta una pianta a croce greca e una facciata in stile barocco; il palazzo del Governatore e il palazzo della principessa Deliella.
Il territorio, che fa parte della riserva naturale orientata (RNO) e sito di interesse comunitario (SIC) Monte Capodarso e della Valle dell’Imera Meridionale, è caratterizzato da una rigogliosa vegetazione boschiva e presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate, che vanno da un minimo di 169 m s.l.m. a un massimo di 643 m s.l.m.
L’abitato, che sorge presso una rupe contraddistinta dalla presenza di numerose camere sepolcrali pre-elleniche, ha un andamento plano-altimetrico lineare.
Il settore economico primario, che conserva un ruolo importante nell’economia locale, è presente con varie coltivazioni, in particolare di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vite, ulivo, agrumi, e allevamenti, in particolare di bovini, ovini, caprini ed equini.
Merita specifica menzione la produzione del Piacentinu Ennese DOP, di mandorle e pistacchi.
Il settore industriale può contare sulla presenza di aziende di piccola e media dimensione, che operano prevalentemente nei seguenti comparti: estrattivo, alimentare, del legno, dei materiali da costruzione, metallurgico e dell’edilizia.
Il settore terziario offre una buona rete commerciale e servizi qualificati.
Le strutture ricettive presenti offrono possibilità di soggiorno e ristorazione.
Tra gli eventi e le manifestazioni ricorrenti più importanti si ricordano: la festa di San Giuseppe a Marzo; i suggestivi riti della Settimana Santa con le rappresentazione di “lu signori di li fasci” e “l’incontro” e la fiera generale a Ottobre.
Il patrono, San Rocco, si festeggia il 16 Agosto.

Associazione Culturale Mazí

  •    Via Cortile Greco 16, Bagheria (PA)

  •    acm.bagheria@gmail.com

  •    info@roccadicerere-ruraltour.it

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