Nissoria

Il comune è situato nella parte nord-occidentale della provincia di Enna, alle pendici della Serra del Bosco, nella valle dei fiumi Salso e Dittaino, tra i comuni di Nicosia, Gagliano Castelferrato, Agira, Assoro e Leonforte.
Gli studiosi sono per lo più concordi nel confrontare il nome con il termine del greco medievale Sunoría (contiguità, vicinato) e con il bovese Sinòri (confine).
La storia della città è legata a due diverse zone del suo territorio: il soleggiato altipiano, posto al centro di verdi vallate, che è occupato dall’attuale centro abitato, e la contrada oggi denominata Torre che fin dal VI secolo ospitò l’antica Nysura, colonia fondata da immigrati di stirpe orientale che vi introdussero il culto per San Gregorio, patriarca degli Armeni, rimasto venerato protettore di Nissoria fino al 28 Aprile del 1855.
La presenza di notevoli resti di fortificazione (XIII secolo) e il ritrovamento, avvenuto nel 1953, di splendidi reperti di oreficeria bizantina (VI – VII secolo) descritti negli atti dell’Accademia dei Lincei, confermano l’importanza raggiunta dal sito.
Il Qalat Musarìah sottomesso dagli Arabi quasi certamente nel 861, fu successivamente assegnato al vescovo di Troina dal gran conte Ruggero, per passare poi, nel 1095-1096, alla giurisdizione del vescovo di Messina ed essere quindi retto dai Basiliani che, ancora nel 1309, provvedevano alla riscossione delle decime sul casale Nysura, erroneamente indicato con il nome di Nagaria.
Con Federico II che, probabilmente, nel corso delle rivalità con la Santa Sede, pur lasciando alla Chiesa il diritto di riscossione delle decime, assegnò il governo del territorio alla nobiltà laica isolana, ebbe inizio la cronologia ufficiale dei casati ai quali fu concesso il possesso e con esso i privilegi sui 24 feudi dell’omonima “Nobile Baronia” e sul borgo Nysura, il cui nome si trasformerà lentamente in Nissoria.
La cronologia inizia con Virgilio De Catania, ritenuto l’artefice degli ultimi rimaneggiamenti apportati alla fortificazione della Contrada Torre, seguirono successivamente i De Sano, i De Marchisio, i Ventimiglia, per finire con i Moncada che, nell’intento di favorire la colonizzazione e il conseguente sfruttamento di vaste aree incolte presenti nel versante orientale della Baronia, nell’anno 1746, ad opera di Francesco Rodrigo Moncada Ventimiglia Aragona, principe di Paternò, diedero inizio alla fondazione dell’odierna Nissoria
Il patrimonio artistico comprende testimonianze riferibili alla cultura dei secoli passati, tra le quali meritano specifica menzione: il Duomo, edificato in epoca moderna, che presenta un’alta facciata terminante con una loggia campanaria con tre archi e la chiesa dedicata a San Giuseppe, al cui interno sono presenti splendidi dipinti di Guglielmo Borremans.
Il territorio, fertile e produttivo per la ricchezza di sorgenti, caratterizzato da una fitta e rigogliosa vegetazione boschiva, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate: si raggiungono i 1.000 m di quota. L’abitato, che sorge su un’alta collina circondata da corsi d’acqua, presenta un impianto urbanistico settecentesco, con un tracciato viario regolare definito da due assi ortogonali che si incontrano in una piazza quadrata e ha un andamento plano-altimetrico lineare.
Il settore economico primario è presente con varie coltivazioni, in particolare di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vite, ulivo, agrumi e frutta, e allevamenti, in particolare di bovini, suini, ovini, caprini ed equini.
Merita specifica menzione la produzione della Pagnotta Val del Dittaino DOP.
Il settore secondario può contare sulla presenza di aziende di piccola e media dimensione, che operano prevalentemente nei seguenti comparti: alimentare, metallurgico, dei materiali da costruzione e dell’edilizia.
Il settore terziario offre una buona rete commerciale e servizi qualificati.
Le strutture ricettive presenti offrono la sola possibilità di ristorazione.
Tra gli eventi e le manifestazioni ricorrenti più importanti si ricordano: i suggestivi riti della Settimana Santa; la fiera generale e la manifestazione enogastronomica, con esposizione di grano, uva, olive e frutta a Maggio e la fiera di Agosto.
Il patrono, San Giuseppe, si festeggia la prima domenica di Agosto.

Associazione Culturale Mazí

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