Leonforte

Il comune è situato nella parte centro-occidentale della provincia di Enna, alle pendici del monte Stella, nella valle del fiume Dittaino, tra i comuni di Nicosia, Nissoria, Assoro, Enna e Calascibetta.
Il nome le fu dato dal suo fondatore.
In questi luoghi sorgeva l’antico insediamento di Tabas o Tavaca.
Durante il dominio dei bizantini e in seguito quello degli arabi, poco lontano, fu edificato un castello, detto di Tavi, e si formò un borgo nelle sue vicinanze; furono introdotti sistemi razionali per l’irrigazione delle colture e numerosi mulini sfruttavano l’abbondanza delle acque.
Successivamente vi fu il dominio dei normanni e, nel XV secolo, iniziò quello della famiglia Branciforti.
Nel 1610, con “licentia populandi”, Nicolò Placido Branciforti pensò di sfruttare al massimo le potenzialità del fertile territorio, ricco di acque e di mulini, fondandovi una città che chiamò Leonforte in omaggio al blasone della sua casata (leone rampante che regge lo stendardo con i moncherini delle zampe ed il motto “in fortitudine bracchii tui”), occupandosi della sua giurisdizione e del suo sviluppo economico e artistico, ed elevando il possedimento al rango di principato nel 1622.
Il patrimonio artistico comprende testimonianze riferibili alla cultura dei secoli passati, tra le quali meritano specifica menzione: la chiesa madre, dedicata a San Giovanni Battista, edificata nel XVIII secolo, al cui interno vi sono dipinti del XVI e XVII secolo; la chiesa dei Cappuccini, costruita nel 1630, al cui interno si possono ammirare un altare ligneo del ‘700, la lastra tombale in bronzo del principe Nicolò Placido Branciforti e il sarcofago della principessa Caterina Branciforti, entrambi del XVII secolo, e due statue create dal Gagini; le chiese di San Giuseppe e della Madonna della Mercede, che presentano identiche facciate del ‘700; il palazzo dei Branciforti, realizzato nel 1620; la monumentale fontana “Granfonte”, realizzata nel 1651, che presenta una vasca lunghissima con 24 cannelle ed un prospetto a 22 arcate.
Il territorio, che fa parte della riserva naturale orientata (RNO) Monte Altesina, all’interno della quale ricade il sito di interesse comunitario (SIC) Monte Altesina, e che comprende l’area speciale Lago Nicoletti, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, che vanno da un minimo di 306 a un massimo di 1.025 m di quota.
L’abitato, che sorge lungo il pendio di una collina, ha un andamento plano-altimetrico inclinato.
I leonfortesi sono concentrati per la maggior parte nel capoluogo comunale; il resto della popolazione è distribuita tra la località Stazione di Pirato e il nucleo urbano minore di Casuto.
Il settore economico primario è presente con varie coltivazioni, in particolare di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vite, ulivo, agrumi e frutta, e allevamenti, in particolare di bovini, suini, ovini, caprini e equini.
Merita specifica menzione la produzione della Pagnotta Val del Dittaino DOP e della Pesca di Leonforte IGP.
Il settore secondario può contare sulla presenza di aziende di piccola e media dimensione, che operano nei seguenti comparti: estrattivo, alimentare, dell’abbigliamento, del legno, dei materiali da costruzione, della produzione e distribuzione di energia elettrica e dell’edilizia.
L’artigianato locale è sviluppato, in particolare quello specializzato nella lavorazione del ricamo.
Il settore terziario offre una buona rete commerciale e servizi qualificati.
Le strutture ricettive presenti offrono la sola possibilità di ristorazione.
Tra gli eventi e le manifestazioni ricorrenti più importanti si ricordano: i suggestivi riti della Settimana Santa; la festa di San Giuseppe a Marzo; la fiera di Giugno; la manifestazione “Ferragosto leonfortese”; il premio letterario “Città di Leonforte” a Settembre e la sagra del pesco tra Settembre e Ottobre.
La patrona, la Madonna del Carmelo, si festeggia il 16 Agosto.

Associazione Culturale Mazí

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  •    info@roccadicerere-ruraltour.it

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