Gagliano Castelferrato

Il comune è situato nella parte settentrionale della provincia di Enna, alle pendici del monte Femmina Morta, nella valle dei fiumi Cerami e Gagliano, tra i comuni di Cerami, Troina, Regalbuto, Agira, Nissoria e Nicosia.
Il nome Gagliano è verosimilmente un prediale siciliano, forse dal classico GALLIANUM – gentilizio da GALLIUS – (PRAEDIUM).
Castelferrato, invece, ricorda il castello “ferreo”, scavato nella rupe su cui sorge l’abitato.
Nella pronuncia locale è ag’gànu ed è attestato già nel 1082 come Gallianum e nel 1142 nella forma greca Galiànon.
La sua origine risale all’epoca antica, così come testimoniano alcuni reperti archeologici rinvenuti e risalenti al XVIII secolo a.C.
In seguito fu conquistata dai greci e dai romani, i quali la fecero diventare un importante centro commerciale e logistico. Nell’858 fu occupata dagli arabi, che furono sconfitti dai normanni nel periodo medievale.
Le attestazioni documentate certe a proposito della costituzione del nucleo urbano risalgono proprio all’età medievale, quando Ruggero I d’Altavilla fece modificare l’assetto del territorio.
Nel XIII secolo la giurisdizione del feudo fu esercitata dalla nobile famiglia dei Puy-Richard.
Tra gli altri feudatari si ricordano: Montaniere de Sosa, la famiglia Tedeschi, i Periglios, i Centelles e i Castelli.
Il patrimonio artistico comprende testimonianze riferibili alla cultura dei secoli passati, tra le quali meritano specifica menzione: la chiesa madre, dedicata a San Cataldo, costruita nel 1300 con struttura tardo-gotica, al cui interno sono custoditi un tabernacolo di scuola gaginiana, il soffitto ligneo a cassettoni, decorato con sculture e pitture dell’anno 1666 e un coro ligneo del XVIII secolo; la chiesa di Santa Maria di Gesù, del ‘600; la chiesa di Sant’Agostino, del 1632, e la chiesa S. Giuseppe, del 1667.
Il territorio, al cui interno ricade il sito di interesse comunitario (SIC) Lago Pozzillo, ricco di giacimenti di metano e caratterizzato da una folta vegetazione boschiva, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate: si raggiungono i 1.050 m di quota.
L’abitato, che sorge su una spettacolare costa dirupata e conserva ancora alcuni tipici cortili e suggestive “vanedde”, con tipici archi a sesto acuto, ha un andamento plano-altimetrico lineare.
I gaglianesi sono concentrati per la maggior parte nel capoluogo comunale.
Il settore economico primario è presente con varie coltivazioni, in particolare di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vite, ulivo, agrumi e frutta, e allevamenti, in particolare di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli.
Merita specifica menzione la produzione della Pagnotta Val del Dittaino DOP.
Il settore secondario può contare sulla presenza di aziende di piccola e media dimensione, che operano nei seguenti comparti: dell’abbigliamento, dell’estrazione di greggio e di gas naturale, alimentare, della lavorazione del legno, della metallurgia, della produzione e distribuzione di gas e dell’edilizia.
Il settore terziario offre una buona rete commerciale e servizi qualificati.
Le strutture ricettive presenti offrono la sola possibilità di ristorazione.
Tra gli eventi e le manifestazioni ricorrenti più importanti si ricordano: la fiera del bestiame ad Agosto e Ottobre e varie sagre (della mostarda, del castrato, del maiale, del puledro, del miele e anche di prodotti caseari).
Il patrono, San Cataldo, si festeggia il 31 Agosto.

Associazione Culturale Mazí

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