Cerami

Il comune è situato nella parte settentrionale della provincia di Enna, al confine con quella di Messina, alle pendici del monte dell’Annunziata, nella valle del fiume Troina, tra i comuni di Mistretta, Capizzi, Cesarò, Troina, Gagliano Castelferrato e Nicosia.
Sembra accertata l’origine greca del nome, da ricercarsi nel termine Kerámion (mattone, coccio), così come suggeriscono le forme bizantine tu gérontas keramíu del 1142 e protopapâ keramíu del 1157.
Un ulteriore aiuto nella ricostruzione della sua etimologia può venire dalla definizione utilizzata dal cartografo arabo del XII secolo Edrisi, ovvero g(a)rami, che rimanda ad un originario nome con intacco palatale, conservatosi nella pronuncia in lingua italiana.
Tra le più antiche attestazioni abbiamo la forma del latino medievale “Chirasmi” risalente al 1283.
Le testimonianze documentate certe, a proposito della sua costituzione come nucleo urbano, risalgono al XI secolo.
Tuttavia, molto probabilmente, la zona fu abitata anche in epoche precedenti dai greci, così come dimostrano i reperti archeologici rinvenuti e risalenti al IV secolo a.C.
Nel periodo medievale figura essere possedimento di Serlone, nipote del conte Ruggero il Normanno, e protagonista della famosa battaglia di Cerami contro i musulmani.
Successivamente si occuparono della giurisdizione del borgo la famiglia lombarda degli Aleramici, poi i Ventimiglia e i Rosso.
Con gli svevi il feudo passò agli Antiochia e successivamente agli angioini e quindi agli aragonesi.
Il patrimonio artistico comprende testimonianze riferibili alla cultura dei secoli passati, tra le quali meritano specifica menzione: la chiesa madre, dedicata a Sant’Ambrogio, eretta nel ‘500 e ristrutturata nel corso dei secoli, al cui interno sono custodite pregevoli opere del Gagini e del Quattrocchi; la chiesa della Madonna del Carmelo che presenta un notevole portale gotico; la chiesa dell’Abbazia, in stile barocco; la chiesa di Sant’Antonio del XVI secolo; la chiesa di S. Sebastiano, in stile barocco, costruita nella prima metà del ‘600; i ruderi del castello medievale; una necropoli greca in contrada Raffo e i ruderi bizantini di Raghali.
Il territorio, che fa parte della riserva naturale orientata (RNO) Sambughetti Campanito e del Parco dei Nebrodi e che comprende i siti di interesse comunitario (SIC) Monte Pelato e Lago di Ancipa, è caratterizzato da una folta vegetazione boschiva e presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate: si raggiungono i 1.500 m di quota.
L’abitato sorge a cavallo di una dorsale culminante in una rupe calcarea dalla quale si possono ammirare i ruderi del castello medievale e ha un andamento plano-altimetrico movimentato.
Il settore economico primario è presente con varie coltivazioni, in particolare di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vite, ulivo e frutta, e allevamenti, in particolare di bovini, suini, ovini, equini e avicoli.
Il settore secondario può contare sulla presenza di aziende di piccola e media dimensione, che operano prevalentemente nei seguenti comparti: alimentare, metallurgico e dell’edilizia.
Il settore terziario offre una buona rete commerciale e servizi qualificati.
Le strutture ricettive presenti offrono la sola possibilità di ristorazione.
Tra gli eventi e le manifestazioni ricorrenti più importanti si ricordano: la festa di San Michele e la festa dell’Incontro a Maggio; la festa di Sant’Antonio Abate a Luglio; la fiera del bestiame, le feste della Madonna del Carmine e di San Sebastiano ad Agosto; la festa della Madonna della Lavina a Settembre.
Il patrono, Sant’Ambrogio, si festeggia il 7 Dicembre.

Associazione Culturale Mazí

  •    Via Cortile Greco 16, Bagheria (PA)

  •    acm.bagheria@gmail.com

  •    info@roccadicerere-ruraltour.it

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