Barrafranca

Il comune è situato nella parte sud-occidentale della provincia di Enna, al confine con quella di Caltanissetta, alle pendici del monte Torre, nella valle del fiume Braemi, tra i comuni di Piazza Armerina, Mazzarino, Riesi e Pietraperzia.
Il nome, secondo alcuni studiosi, deriva da Francesco Barresi che, nel XIII secolo, propiziò la costruzione delle prime case. Secondo altri, invece, da “barriera franca”, con il significato di “posto di blocco dei dazi”, in quanto, per far incrementare la popolazione e i commerci, Matteo Barresi, marchese di Barrafranca, aveva esentato i nuovi arrivati e i commercianti di passaggio dalle franchigie che si dovevano pagare per attraversare il paese.
La origini sono antiche, così come testimoniano alcuni reperti archeologici rinvenuti e risalenti al VII secolo a.C.
Successivamente fu conquistata e abitata dai greci e dai romani.
Le attestazioni documentate certe a proposito della sua costituzione come nucleo urbano sono riferibili al periodo medievale, quando fu occupata dai normanni per la sua posizione geografica molto strategica.
In seguito, la giurisdizione del borgo fu esercitata dal nobile Francesco Ventimiglia.
Nel 1530, invece, l’amministrazione del feudo passò nelle mani di Matteo Barresi, barone di Pietraperzia.
Il patrimonio artistico comprende testimonianze riferibili alla cultura dei secoli passati, tra le quali meritano specifica menzione: la chiesa madre, edificata nel XVIII secolo, che presenta una fusione di elementi classici e del tardo barocco siciliano; l’ex monastero di San Francesco, oggi sede del municipio, costruito nel XVI secolo, con chiesa annessa, eretta nel 1694, al cui interno si custodisce un altare maggiore con intarsi lignei del ‘500; la chiesa di Santa Maria dell’Itra realizzata prima del 1599; la chiesa e il monastero Benedettino, edificati nel ‘700 e la chiesa di Santa Maria delle Grazie costruita nel 1650.
Prospicienti al piano Batia è possibile ammirare i “putieddi” del XVIII secolo, nei pressi della chiesa di Maria Santissima della Stella, la più antica tra quelle esistenti, realizzata prima del 1598.
Il territorio, caratterizzato da una rigogliosa e abbondante vegetazione boschiva, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate.
L’abitato ha un andamento plano-altimetrico lineare.
Il settore economico primario è presente con varie coltivazioni, in particolare di cereali, frumento, foraggi, vite, ulivo, agrumi e ortaggi, e allevamenti, in particolare di ovini e avicoli.
Merita specifica menzione la produzione del Piacentinu Ennese DOP, di mandorle e pistacchi.
Il settore secondario può contare su aziende di piccola e media dimensione, che operano nei seguenti comparti: alimentare, dell’abbigliamento, del legno, dei materiali da costruzione, della metallurgia, dei mobili, della produzione e distribuzione di gas e dell’edilizia.
Il settore terziario offre una buona rete commerciale e servizi qualificati.
Le strutture ricettive presenti offrono la sola possibilità di ristorazione.
Tra gli eventi e le manifestazioni ricorrenti più importanti si ricordano: i festeggiamenti del carnevale; la festa di San Giuseppe a Marzo; i riti della Settimana Santa; la festa della Madonna della Stella; le fiere del bestiame, dell’artigianato e dell’agricoltura a Maggio.
Il patrono, Sant’Alessandro, si festeggia il 3 Maggio.

Associazione Culturale Mazí

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  •    info@roccadicerere-ruraltour.it

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