Assoro

Il comune è situato nella parte centrale della provincia di Enna, alle pendici del monte Stella, nella valle del fiume Dittaino, tra i comuni di Nissoria, Agira, Enna e Leonforte e comprende le isole amministrative Mandre Rosse e Mandre Rotonde.
L’origine del nome deve essere ricondotta alla forma greca Ásseros e a quella latina Assorus.
Le sue origine sono antiche.
I sicani la abitarono a partire dal XV secolo a.C. ma il primo nucleo urbano fu fondato dai siculi, probabilmente indo-europei. Dopo il loro avvento, questo luogo divenne un crocevia di popoli: greci, cartaginesi e romani.
Numerosi ed interessanti sono i reperti archeologici rinvenuti nel territorio ed oggi custoditi nel museo di Siracusa.
Diodoro Siculo scrisse che Assoro fu l’unica città sicula che sostenne la potente Siracusa, dal 404 al 260 a.C., soprattutto quando questa combatté contro i cartaginesi, gli etruschi e i greci, ricevendo in cambio la possibilità di emettere moneta propria.
Nel 939 la città fu assediata dagli arabi e nel 1061 accolse a braccia aperte il conte Ruggero il Normanno, il quale affidò l’amministrazione del feudo al vescovo di Catania.
Guglielmo II detto “il buono”, discendente di Ruggero, e la zia Costanza, Signora di Assoro, decisero di costruire un nuovo tempio, la chiesa di San Leone.
Dopo i normanni vi furono gli svevi e poi gli angioini contro cui, a causa dei torti subiti, si scatenò in tutta la Sicilia la famosa rivolta dei Vespri Siciliani, a cui gli assorini parteciparono attivamente.
Cacciati gli angioini, Pietro I d’Aragona portò con sé in Sicilia numerosi cavalieri e nobili famiglie spagnole, tra cui quella dei Valguarnera, alla quale furono affidati tre feudi e il diritto di dimora al castello.
Tra gli altri signori feudali che si occuparono della sua giurisdizione meritano di essere ricordati: Scaloro degli Uberti, Damiano Polizzi, Matteo Alagona e Antonio di Montecastro.
Il patrimonio artistico comprende testimonianze riferibili alla cultura dei secoli passati, tra le quali meritano specifica menzione: la basilica di San Leone, edificata nel 1186, che presenta cinque navate e tre absidi; la chiesa di Maria Santissima degli Angeli e l’annesso convento, costruiti nel XVII secolo, in stile barocco; la chiesa di Maria Santissima del Carmine, eretta nel ‘400, accanto alla quale si erge una torre campanaria a bifore.
Poco lontano dal nucleo urbano vi è un sito archeologico con una necropoli del IV-III secolo a.C.
Il territorio, reso particolarmente fertile e produttivo dalla presenza di sorgenti, presenta un profilo geometrico irregolare con variazioni altimetriche molto accentuate.
L’abitato, che conserva un impianto medievale, ha un andamento plano-altimetrico movimentato.
Gli assorini sono concentrati per la maggior parte nel capoluogo comunale mentre il resto della popolazione è distribuita tra le località di San Giorgio e San Giorgio II; poche decine di abitanti risiedono nelle isole amministrative.
Il settore economico primario è presente con varie coltivazioni, in particolare di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vite, ulivo e agrumi, e allevamenti, in particolare di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli.
Merita specifica menzione la produzione del Piacentinu Ennese DOP, della Pagnotta Val del Dittaino DOP e della Pesca di Leonforte IGP.
Il settore secondario può contare su aziende di piccola e media dimensione che operano nei seguenti comparti: agroalimentare, del tessile, dell’abbigliamento, della fabbricazione di articoli in plastica, dei materiali da costruzione, della metallurgia e dell’edilizia.
Il settore terziario offre una buona rete commerciale e servizi qualificati.
Le strutture ricettive presenti offrono la sola possibilità di ristorazione.
Tra gli eventi e le manifestazioni ricorrenti più importanti si ricordano: la processione del Venerdì Santo; la festa di San Giorgio a Maggio; la rassegna regionale di pittura “Assoro Arte” tra Luglio e Agosto e i riti del Natale tra Dicembre e Gennaio.
La patrona, Santa Petronilla, si festeggia il 3 Maggio.

Associazione Culturale Mazí

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