Aidone

Il comune è situato nella parte sud-orientale della provincia di Enna, al confine con quella di Catania, alle pendici del monte del Bosco, nella valle del fiume Gornalunga, tra i comuni di Raddusa, Ramacca, Mineo, Enna e Piazza Armerina con le sue isole amministrative Castani e Ciappazzo.
Il nome, nell’antichità, si faceva risalire mitologicamente ad Aidoneus, un appellativo del dio Ade che, dopo aver rapito Persefone presso il lago di Pergusa, avrebbe sostato sul colle di Aidone; la leggenda diede origine alla vasta diffusione del culto di Demetra e Persefone in tutta la Sicilia centrale.
Realisticamente, secondo una prima ipotesi, trae origine dal termine arabo Ayn dun, nel significato di “sorgente superiore”, data la notevole presenza di sorgenti di acqua in tutto il territorio.
Esistono ancora altre due ipotesi, una di origine greca e l’altra di origine germanica; la prima deriva da Αηδόνι (Aidóni) che significa “usignolo”, la seconda da Aido-onis, nome proprio di persona.
Le tre ipotesi sono concorrenti e le fonti storiografiche disponibili non consentono di avere certezza.
Le origini sono antiche, così come testimoniano alcuni reperti archeologici rinvenuti precedenti la dominazione araba.
Secondo alcuni studiosi, il nucleo urbano fu fondato dai normanni alla fine dell’XI secolo durante la conquista della Sicilia e la cacciata degli arabi, ma è molto più probabile che si siano limitati a rifondare, ripopolare e quindi amministrare un borgo già esistente strappato ai saraceni.
La giurisdizione fu esercitata prima dalla contessa Adelasia, nipote del conte Ruggero il Normanno, che si occupò della costruzione del monastero Basiliano Santa Maria la Cava, poi da Manfredi Chiaramonte, Federico III, Bartolomeo Perone, Enrico Rosso III e i nobili Colonna.
Il patrimonio artistico comprende testimonianze riferibili alla cultura dei secoli passati, tra le quali meritano specifica menzione: i resti dell’antica città di Morgantina, uno dei siti archeologici più interessanti dell’entroterra siciliano; il castello di Pietratagliata di epoca arabo-normanna; la chiesa madre, dedicata a San Lorenzo, ricostruita nel XVII secolo, che presenta un portale gotico ad arco acuto; la chiesa di Sant’Antonio Abate, di epoca normanna, in stile romanico, accanto alla quale si erge un campanile settecentesco; la chiesa di San Domenico, costruita nel 1465 in pietra arenaria; la chiesa di Santa Maria la Cava e la relativa torre campanaria, edificate in epoca normanna; la chiesa di San Leone del ‘400 e la chiesa di Sant’Anna, eretta nel 1623.
Il territorio, che fa parte della riserva naturale orientata (RNO) di Rossomanno Grottascura Bellia (dominata dal pino domestico e dall’eucalipto, con presenza di querce, lecci, sorbi e castagni oltre ad un folto corteggio floristico, erbaceo ed arbustivo) al cui interno ricadono il Vallone di Rossomanno e i Boschi di Piazza Armerina, entrambi siti di interesse comunitario (SIC), e che comprende il Lago Ogliastro, un’area umida di interesse naturalistico e sito di interesse comunitario (SIC), è ricco di sorgenti, presenta un profilo geometrico irregolare con variazioni altimetriche molto accentuate.
Il settore economico primario è presente con varie coltivazioni, in particolare di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vite, ulivo e agrumi, e allevamenti, in particolare di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli.
Merita specifica menzione la produzione del Piacentinu Ennese DOP, della Pagnotta Val del Dittaino DOP, di nocciole e mandorle.
Il settore secondario può contare su aziende di piccola e media dimensione che operano nei seguenti comparti: alimentare, del legno, della metallurgia, della produzione e distribuzione del gas e dell’edilizia.
Le strutture ricettive presenti offrono la sola possibilità di ristorazione.
Tra gli eventi e le manifestazioni ricorrenti più importanti si ricordano: i suggestivi riti della Settimana Santa e la festa di San Filippo a Maggio.
Il patrono, San Lorenzo, si festeggia il 10 Agosto.

Associazione Culturale Mazí

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