Agira

Il comune è situato nella parte centrale della provincia di Enna, al confine con quella di Catania, alle pendici del monte Campanelli, nella valle del fiume Salso, tra i comuni di Gagliano Castelferrato, Regalbuto, Catenanuova, Castel di Iudica, Ramacca, Enna, Nissoria e Assoro con le sue isole amministrative Mandre Rosse e Mandre Rotonde.
Il nome figura in un’antica iscrizione greca come Agyrion (Ἀγύριον in greco antico), nelle fonti latine come Agyrium e in un documento dell’anno 1142 nella forma grecizzata Argyrós (argenteo).
Le origini sono antiche e dallo studio di alcuni reperti preistorici è emerso che la città fu popolata per la prima volta circa 30.000 anni fa da nomadi di origine afro-asiatica, già evoluti nella lavorazione di armi di selce, cacciatori, agricoltori, pescatori e forse anche allevatori, che si arroccarono sul Monte Teja e si trasformarono gradualmente in popolazioni stanziali.
Esistono tracce di insediamenti umani riferibili al Paleolitico, al Neolitico e all’Età del Bronzo.
Nel II millennio a.C. la città fu abitata dai sicani, dediti all’agricoltura, e dai siculi, dediti maggiormente al commercio.
Nel XII secolo a.C. era già una città fiorente e accolse per prima il culto di Ercole, cui era dedicato un tempio.
Nel 339 a.C. Timoleonte cacciò il tiranno Apolloniade e la ripopolò con diecimila coloni corinzi.
In quest’epoca la città fu restaurata, sorsero nuovi edifici, templi, torri, un celebre teatro e vennero coniate monete e medaglie.
Poi governarono i romani, i bizantini e gli arabi.
Nel periodo medievale, a partire dal 1063, la giurisdizione del borgo fu esercitata dal conte Ruggero il Normanno.
In seguito fu un feudo svevo, angioino e aragonese.
Il patrimonio artistico comprende: l’antica abbazia di Santa Maria Latina, oggi di San Filippo, prima monastero Basiliano, poi affidata da Ruggero il Normanno ai Benedettini, edificata sul tempio di Gerione, al cui interno sono custodite pregevoli opere di Fra’ Umile da Petralia, del Gagini, di Sozzi, di Velázquez, di scuola fiamminga, un coro ligneo di Nicolò Bagnasco e un prezioso tabulario; la chiesa di Santa Maria Maggiore, la cui struttura originaria risale al periodo normanno, che conserva un crocifisso ligneo del ‘500; la chiesa di Sant’Antonio Abate, costruita nel ‘300; la chiesa di San Salvatore, di epoca normanna, che presenta una notevole facciata cinquecentesca con elementi in stile tardo-rinascimentale pre-barocco e che conserva, al suo interno, l’Aron haQodesh (armadio sacro), ovvero l’arredo sacro di origine ebraica più antico d’Europa secondo gli studi condotti da Bucariasi; la chiesa di Sant’Antonio da Padova, accanto alla quale si erge una torre campanaria a cupola e la chiesa di Santa Margherita, costruita nel 1215 sotto gli svevi, con un campanile crollato nel terremoto del 1693 e ricostruito e ultimato nel 1721.
Poco lontano dal centro si può ammirare un sito archeologico di età preistorica e presso la sommità del monte Teja, a 884 m di quota, fortificato dall’antichità con tracce di edifici del VI secolo a.C., si rileva la presenza delle suggestive rovine del castello di epoca sveva, ricostruito dai saraceni, di cui avanzano i resti di quattro torri e di un mastio.
Il territorio fa parte della riserva naturale orientata (RNO) di Vallone di Piano della Corte e comprende il sito di interesse comunitario (SIC) Monte Chiapparo e parte del sito di interesse comunitario (SIC) Lago Pozzillo.
L’abitato, situato sul pendio di un monte, è caratterizzato da una fitta rete di vicoli e cortili.
Gli agirini abitano principalmente nel capoluogo comunale e nel nucleo urbano minore di Sant’Anna.
Il settore economico primario è presente con varie coltivazioni, in particolare di cereali, vite e ulivo, e allevamenti.
Merita specifica menzione la produzione della Pagnotta Val del Dittaino DOP e la coltivazione della Pesca di Leonforte IGP.
Il settore secondario può contare su aziende di piccola e media dimensione che operano in vari comparti, mentre il settore terziario su una buona rete commerciale e servizi qualificati.
L’artigianato locale è sviluppato, in particolare quello specializzato nella lavorazione della creta.
Le strutture ricettive presenti offrono possibilità di soggiorno e ristorazione.
Tra gli eventi e le manifestazioni ricorrenti più importanti si ricordano le fiere del bestiame ad Aprile e Ottobre.
Il patrono, San Filippo, si festeggia il 12 Maggio.

Associazione Culturale Mazí

  •    Via Cortile Greco 16, Bagheria (PA)

  •    acm.bagheria@gmail.com

  •    info@roccadicerere-ruraltour.it

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